Esame delle Paratiroidi

L’esame delle paratiroidi permette di valutare la funzione di queste piccole ghiandole che regolano il calcio nel sangue e la salute di ossa, reni e muscoli.

Un inquadramento specialistico consente di riconoscere precocemente squilibri come iper o ipoparatiroidismo, definire la diagnosi con esami mirati e impostare il trattamento più adeguato.

Perché scegliere il Dottor Alberto Aglialoro per la l'esame delle paratiroidi?

Ricevo su appuntamento negli studi di Genova, Imperia, Alessandria e Costa Azzurra, offrendo continuità di cura e tempi rapidi in regime privato.

Cossa sono le paratiroidi e perché è importante controllarle

La salute delle paratiroidi al centro del tuo benessere

Le paratiroidi sono generalmente quattro ghiandole situate dietro la tiroide. Producono il paratormone (PTH), essenziale per mantenere stabile la calcemia e per l’assorbimento della vitamina D.

Un loro malfunzionamento può causare astenia, crampi muscolari, calcoli renali, fragilità ossea e alterazioni cognitive.

In presenza di disturbi sospetti o esami del sangue alterati è consigliata una valutazione con visita endocrinologica ed ecografia delle paratiroidi.

Quando rivolgersi allo specialista delle paratiroidi

È consigliabile rivolgersi allo specialista quando compaiono disturbi persistenti come stanchezza, crampi o formicolii, oppure se gli esami mostrano valori di calcio, PTH o vitamina D fuori norma.

È utile anche dopo interventi al collo o se hai calcoli o fragilità ossea, per una valutazione mirata.

Paratiroidi Ecografia

Le disfunzioni paratiroidee possono portare a iper o iposecrezione di PTH, con ripercussioni su scheletro, reni e sistema neuromuscolare
L’iter diagnostico comprende anamnesi, esame obiettivo, dosaggi di PTH, calcio, fosforo e vitamina D, oltre a ecografia del collo, scintigrafia o altre indagini di imaging quando indicate.

01

Iperparatiroidismo

Eccesso di PTH dovuto spesso ad adenoma di una paratiroide; provoca aumento del calcio nel sangue, perdita di massa ossea e talvolta calcoli renali.

02

Iperparatiroidismo ipercalcemico

Forma con ipercalcemia evidente; può dare stanchezza, sete e minzioni frequenti, dolori ossei e coliche renali.

03

Iperparatiroidismo normocalcemico

Aumento di PTH con calcemia ancora normale; richiede follow-up, esclusione di carenza di vitamina D e valutazione della salute ossea.

04

Ipercalcemia

Calcio nel sangue sopra i valori di riferimento, spesso correlato a iperparatiroidismo; può causare nausea, stipsi, disidratazione e confusione.

05

Ipoparatiroidismo

Ridotta produzione di PTH con ipocalcemia; si manifesta con formicolii, crampi, spasmi muscolari e, nei casi gravi, tetania.

06

Ipoparatiroidismo postchirurgico

Ipocalcemia conseguente a chirurgia del collo; necessita di terapia sostitutiva personalizzata e monitoraggio.

07

Ipocalcemia

Basso calcio circolante; sintomi neuromuscolari come parestesie e crampi, da trattare in base alla causa.

08

Ipovitaminosi D

Carenza di vitamina D che altera l’assorbimento del calcio e può innalzare il PTH; fondamentale il corretto ripristino dei livelli.

09

Insufficienza Renale Cronica

Alterazioni del metabolismo calcio – fosforo con iperparatiroidismo secondario; gestione condivisa con nefrologo.

10

Osteoporosi

Riduzione della densità minerale ossea, spesso aggravata da iperparatiroidismo; valutazione con densitometria e piano terapeutico mirato.

11

Osteoporosi in terapia con Difosfonati

Richiede controllo dei livelli di calcio, vitamina D e PTH prima e durante la terapia per ottimizzare efficacia e sicurezza.

Trattamenti e prestazioni per le patologie paratiroidee

Come endocrinologo, offro un percorso completo dalla diagnosi alla cura, con protocolli aggiornati e personalizzati.

Esami del sangue mirati

Calcio e fosforo nel sangue, paratormone, vitamina D e funzione renale, per un inquadramento accurato e completo, della situazione

Ecografia del collo ed ecografia paratiroidi

Ecografia del collo e delle paratiroidi, per localizzare adenomi e valutare tiroide, linfonodi e strutture vicine, accurata, oggi.

Ecocolordoppler paratiroidi

Ecocolordoppler delle paratiroidi, per studiare i flussi vascolari quando utile prima di procedure interventistiche o mirate, qui.

Scintigrafia paratiroidi

Scintigrafia delle paratiroidi per localizzare funzionalmente aree iperfunzionanti e pianificare l’iter clinico, in modo accurato.

Agoaspirato ecoguidato

Agoaspirato ecoguidato con dosaggio del paratormone nel lavaggio, per confermare la natura paratiroidea della lesione, a conferma.

PET colina

PET con colina nei casi complessi o recidivi, per individuare tessuto paratiroideo iperfunzionante quando altri esami non bastano.

Terapie personalizzate

Terapie su misura calcio e vitamina D nelle forme ipofunzionanti, chirurgia nelle iperfunzionanti, gestione osteoporosi associata.

01
02
03
04
05
06
07

Prenota la visita endocrinologica per le paratiroidi

Per prenotare l’esame delle paratiroidi è possibile:

Al momento della prenotazione si possono indicare maggiori informazioni e lo studio medico preferito tra: Genova, Imperia, Alessandria e Costa Azzurra.

Domande frequenti

Dubbi comuni e chiarimenti

Cosa sono le paratiroidi?

Sono piccole ghiandole endocrine, di solito quattro, situate dietro la tiroide.

Producono paratormone (PTH), un ormone che regola in modo fine i livelli di calcio e fosforo nel sangue.

Questo equilibrio è essenziale per la funzione di muscoli e nervi e per la salute di ossa e reni. Quando il PTH è troppo alto o troppo basso, possono comparire disturbi anche importanti.

Le alterazioni possono essere di iperfunzione o ipofunzione.

L’iperparatiroidismo è spesso legato a un adenoma benigno o a un’iperplasia delle ghiandole, oppure può essere secondario a carenza di vitamina D o a malattia renale cronica.

L’ipoparatiroidismo, invece, può comparire dopo interventi al collo, per cause autoimmuni o, più raramente, congenite. Anche squilibri di magnesio o alcune terapie possono influenzare la funzione.

Si parte da visita endocrinologica e anamnesi, valutando sintomi, farmaci e storia clinica.

Gli esami del sangue includono PTH, calcio, fosforo e vitamina D, spesso insieme a funzionalità renale e, quando indicato, calciuria.

Se emerge un sospetto di iperparatiroidismo o serve pianificare un trattamento, si aggiungono esami di imaging come ecografia, scintigrafia o PET con colina.

L’ecografia è spesso il primo step perché è non invasiva e facilmente ripetibile.

Quando il calcio è alto possono comparire stanchezza, sete intensa, minzioni frequenti, nausea, stipsi, difficoltà di concentrazione e calcoli renali.

A livello osseo possono esserci dolori, fragilità e maggiore rischio di fratture, anche con traumi lievi.

Se il calcio è basso, invece, sono più tipici crampi, formicolii, spasmi muscolari e sensazione di “tensione” neuromuscolare.

In presenza di questi segnali è utile una valutazione specialistica per inquadrare causa e severità.

La paratiroidectomia è indicata soprattutto nell’iperparatiroidismo primario sintomatico, per esempio con calcoli renali, osteoporosi o fratture.

Si valuta anche in assenza di sintomi quando ci sono criteri clinici, come calcemia persistentemente elevata, riduzione della funzione renale, età giovane o rischio osseo aumentato.

La decisione è personalizzata e tiene conto di esami, comorbidità e impatto sulla qualità di vita. Prima dell’intervento si eseguono valutazioni e localizzazioni mirate per pianificare una chirurgia precisa.

La terapia dipende dalla diagnosi e dal tipo di alterazione. Nell’iperparatiroidismo primario la soluzione più efficace, quando indicata, è spesso la chirurgia mirata, mentre in alcuni casi si può optare per trattamento medico e monitoraggio.

Se c’è ipercalcemia si interviene anche con misure di supporto, come idratazione e gestione farmacologica quando appropriato.

Nell’ipoparatiroidismo o nelle carenze accertate si utilizzano calcio e vitamina D, talvolta in forme specifiche, con controlli regolari dei valori. In parallelo si gestiscono le conseguenze, come osteoporosi o rischio renale, con un piano su misura.

I sintomi possono essere sfumati o assenti, e spesso il problema emerge da un esame del sangue.

Con PTH alto e calcio elevato sono comuni astenia, dolori ossei, sete e minzioni frequenti, calcoli renali e difficoltà cognitive.

Con PTH basso e calcio ridotto prevalgono crampi, formicolii, spasmi, irritabilità neuromuscolare e talvolta palpitazioni.

L’intensità dipende dai livelli di calcio e dalla rapidità con cui cambiano, per questo la valutazione va sempre contestualizzata.

Si trovano nel collo, dietro la tiroide, e sono strettamente collegate alla regolazione del metabolismo minerale.

Attraverso il PTH aumentano il calcio nel sangue modulando osso e rene e favorendo, tramite vitamina D attiva, l’assorbimento intestinale.

Regolano anche il fosforo, contribuendo a mantenere stabile l’equilibrio tra i diversi compartimenti del corpo.

Questa funzione è centrale per la salute dello scheletro e per il corretto funzionamento neuromuscolare.

Producono principalmente paratormone (PTH), l’ormone chiave per l’omeostasi del calcio. La sua secrezione varia di minuto in minuto in base ai livelli di calcio percepiti dalle ghiandole.

Quando il calcio scende, il PTH aumenta per riportarlo a valori adeguati, quando il calcio è alto, il PTH si riduce. PTH, vitamina D e altri ormoni coinvolti nel metabolismo osseo lavorano in equilibrio tra loro.

Gli esami principali includono PTH, calcemia, fosforemia e vitamina D, spesso insieme a creatinina e stima della funzione renale.

Può essere utile misurare anche la calciuria, e in alcuni casi magnesio e albumina per interpretare correttamente il calcio.

Per l’imaging si usano ecografia delle paratiroidi, scintigrafia e, nei casi selezionati, PET con colina per localizzare tessuto iperfunzionante.

In base al quadro clinico possono essere aggiunti densitometria ossea e valutazioni renali per stimare le complicanze.

In genere l’endocrinologo coordina diagnosi, follow-up e terapia, integrando esami e imaging.

Se è indicata la chirurgia, interviene l’endocrinochirurgo, spesso in team con specialisti esperti di chirurgia del collo.

Radiologo, medico nucleare e, quando necessario, nefrologo o altri specialisti possono contribuire all’inquadramento e alla gestione delle complicanze.

Dopo il trattamento, i controlli endocrinologici restano importanti per monitorare calcio, PTH e benessere osseo.

Prof. Dott. Alberto Aglialoro

Endocrinologo e Diabetologo

Specialista in endocrinologia e malattie del ricambio.

Direttore del Centro Endocrinometabolico ASL 1 Imperiese, con oltre 30 anni di esperienza nella diagnosi e cura delle patologie endocrine e metaboliche.